Una nuova flotilla verso Gaza.
La Lit-Quarta Internazionale partecipa con Mandi Coelho

Note del Pstu e di Corriente Roja
Per restare aggiornati sulla partecipazione della Lit-Quarta Internazionale alla Flotilla segui questa pagina: https://www.instagram.com/mandi.rebeldia.
La flottiglia internazionale con attivisti brasiliani è salpata da Barcellona verso Gaza per rompere il blocco israeliano
Nota del Pstu brasiliano
Mandi Coelho, membro del Pstu brasiliano e della Lit-Quarta Internazionale, fa parte della delegazione brasiliana della nuova lotilla. La flotilla internazionale Global Sumud è partita ufficialmente domenica 12 aprile dal porto di Barcellona, in Spagna, diretta verso la Striscia di Gaza in Palestina, in un rinnovato tentativo di rompere il blocco umanitario imposto dallo Stato genocida di Israele. La missione riunisce attivisti di diversi Paesi, tra cui il Brasile, in una delle più grandi mobilitazioni marittime di solidarietà internazionale mai intraprese [a Barcellona i compagni di Corrente Roig, sezione catalana della Lit-Quarta Internazionale, hanno accompagnato la partenza della flotilla, come si vede nella foto, ndt].
Con una dimensione senza precedenti, l'operazione riunisce tra le 70 e le 100 imbarcazioni e mobilita da 1.000 a 3.000 attivisti provenienti da oltre 50 Paesi, diventando così la più grande missione di questo tipo mai organizzata. L'obiettivo è quello di fornire aiuti umanitari e richiamare l'attenzione della comunità internazionale sulla crisi che affligge la popolazione palestinese di Gaza, aumentando la pressione per porre fine alle restrizioni che ostacolano l'accesso a beni essenziali come cibo, acqua, medicinali e carburante.
La partecipazione brasiliana alla missione riunisce attivisti provenienti da diversi ambiti dell'azione sociale, politica e ambientale. Tra coloro che sono a bordo della flottiglia figurano Mandi Coelho, studentessa universitaria dell'Usp, dirigente di un’organizzazione studentesca, attivista del Collettivo Rebeldia e membro del Pstu […]. Intervenendo direttamente dal porto di partenza, Mandi Coelho ha sottolineato l'inizio della missione e il significato della sua partenza: «Vedere le navi salpare da Barcellona è un momento storico. Questa flotilla trasporta non solo aiuti umanitari, ma anche la speranza di migliaia di persone e la forza della solidarietà internazionale nella marcia verso Gaza».
Nel descrivere gli obiettivi dell'iniziativa, Mandi ha sottolineato: «Rompere il blocco navale, fornire cibo, acqua e medicinali alla popolazione di Gaza, istituire un corridoio marittimo civile e contribuire alla ricostruzione delle infrastrutture nel territorio palestinese».
La nuova flotilla arriva otto mesi dopo una missione simile avvenuta nell'agosto dello scorso anno. In quell'occasione, imbarcazioni con a bordo attivisti di diverse nazionalità si avvicinarono alla costa della Striscia di Gaza, ma furono intercettate dalle forze israeliane in acque internazionali, un'azione considerata illegittima dalle organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo. Quest'anno, la mobilitazione ha acquisito ancora più slancio con la partecipazione di Greenpeace, che ha confermato l'impiego della sua nave, l'Arctic Sunrise. L'imbarcazione fornisce supporto tecnico e operativo marittimo alla flotilla, contribuendo alla sicurezza della traversata del Mar Mediterraneo.
La flotilla prevede anche soste strategiche nei porti del Mediterraneo, come Siracusa e Lerapetra, dove si prevede l'arrivo di nuove imbarcazioni, si svolgeranno attività pubbliche e verranno rafforzati i servizi logistici prima di proseguire verso il territorio palestinese.
La mobilitazione marittima è accompagnata da un'azione terrestre parallela, con un convoglio umanitario via terra che tenterà di attraversare il confine di Rafah trasportando beni di prima necessità, ampliando la portata dell'iniziativa e rafforzando il carattere internazionale dell'operazione.
La Global Sumud Flotilla si inserisce in uno storico sforzo di azioni civili volto a rompere l'isolamento della Striscia di Gaza e a denunciare la situazione umanitaria nel territorio, mobilitando attivisti, organizzazioni e l'opinione pubblica mondiale in difesa dei diritti del popolo palestinese.
W la Resistenza del popolo palestinese!
Per la fine dello Stato genocida di Israele!
Per una Palestina libera dal fiume al mare!
Pieno appoggio alla nuova flotilla! Scendiamo in piazza contro Trump e contro Israele!
Nota di Corriente Roja (Stato spagnolo)
Una nuova flotta è salpata il 12 aprile da Barcellona, con centinaia di attivisti pronti a rompere il blocco che Israele ha imposto su Gaza impedendo l’ingresso di qualsiasi tipo di aiuto umanitario, con l’inerzia e la complicità dei governi europei.
Questa nuova flotilla intende ampliare la missione della precedente: non solo mira a forzare un corridoio umanitario, ma punta a ricostruire le infrastrutture di Gaza che stanno per crollare - come la sanità, i rifugi, le soluzioni idriche e igienico-sanitarie - e a dare sostegno all'istruzione.
Lo Stato sionista sta portando avanti il suo piano di costruire una «Grande Israele», aumentando la tensione e gli attacchi in Cisgiordania e con la recente approvazione della pena di morte per i palestinesi nel Parlamento israeliano, una legge che non si vedeva in nessun Paese dai tempi della Germania nazista, e che non è stata ancora condannata da nessun governo. Inoltre, già da settimane l’esercito israeliano è parte dell’aggressione imperialista contro l’Iran - che conta ormai migliaia di vittime - e contro il Libano, dove intende insediare colonie illegittime nel sud del Paese, oltre ad aver costretto allo sfollamento il 7% della popolazione e aver ucciso più di 1.000 libanesi. Anche la Siria rientra nei piani di espansione di Israele.
Le complicità dei governi (incluso quello spagnolo)
Tutto questo sta avvenendo grazie all’inerzia e alla complicità dei governi occidentali e della regione, che si rifiutano di vedere il popolo palestinese come un popolo con diritto all’esistenza perché la loro alleanza con lo Stato genocida porta loro grandi benefici. Nello Stato spagnolo, al di là dei proclami di Sanchez, continuiamo ad aspettare che si realizzi la rottura di ogni relazione con lo Stato sionista. Il Centre Delàs ha recentemente pubblicato un rapporto in cui il Ministero della Difesa non ha annullato nessuno degli accordi economici con imprese israeliane successivi al 7 ottobre 2023. Questi contratti hanno un valore pari a 1.208 milioni di euro. Inoltre, non è stato vietato l’accesso al porto di Barcellona alle navi israeliane o a quelle coinvolte nel commercio di armi in Catalogna, dove una multinazionale israeliana, la Icl, gestisce miniere di potassio e commercializza prodotti chimici per l’agricoltura. Questa azienda mantiene legami con l'esercito sionista e una filiale di Icl commercializza il fosforo bianco per le bombe che lo Stato di Israele usa per massacrare il popolo palestinese e ora anche quello libanese e iraniano, un tipo di armamento che, di fatto, è vietato usare in zone civili in quanto qualificato come crimine di guerra.
Il ruolo dell’imperialismo Usa
Tutto ciò non sarebbe possibile senza il sostegno incondizionato di Trump e dell'imperialismo statunitense, che continua a mettere in atto aggressioni contro Paesi dipendenti: ora è la volta dell’Iran, dopo l'aggressione al Venezuela e a Cuba. Tutto questo si inserisce nella sua competizione con l'imperialismo cinese.
Tuttavia, il costo della guerra contro l’Iran è stato molto alto per Trump: solo nel mese di marzo, il governo di Trump ha chiesto al Congresso 11 miliardi di dollari in più per coprire i costi iniziali dell’aggressione all’Iran, dopo aver incentrato la sua campagna elettorale sul tenersi fuori dalle guerre. L'obiettivo di Trump era quello di ripetere il modello di aggressione applicato contro il Venezuela, un attacco militare travolgente e rapido, seguito dalla decapitazione dei governanti e dalla capitolazione del regime del Paese aggredito, ma si è scontrato con ampie controffensive iraniane che hanno colpito basi militari in diversi Paesi arabi, oltre a molti obiettivi israeliani. È indispensabile solidarizzare con ogni forma di resistenza dei popoli aggrediti.
L’importanza della solidarietà internazionale
Il prezzo dell'inazione e della complicità è molto alto e la solidarietà internazionale è urgente. La precedente flotilla è stata sequestrata dallo Stato di Israele dopo 32 giorni di navigazione. Non è riuscita a raggiungere le coste di Gaza e a consegnare gli aiuti umanitari che trasportava, ma ha suscitato un'ondata di solidarietà in tutta Europa, indispensabile per continuare a esercitare pressione sui governi complici, una solidarietà che si è manifestata in grandi scioperi generali in Italia, che hanno paralizzato il Paese grazie allo sciopero dei settori strategici, nonché in diverse giornate di lotta in altri Paesi.
Noi di Corriente Roja vogliamo esprimere tutto il nostro sostegno alla nuova flotilla che, tra l’altro, potrà contare sulla compagna Mandi Coelho del nostro partito della Lit-Quarta Internazionale, il Pstu-Brasile. Crediamo che, di fronte alla barbarie e all’espansione sionista, la solidarietà sia necessaria. Questa nuova flotilla deve servire a riattivare la solidarietà con la Palestina, il Libano e l’Iran in tutto il mondo, e a costruire un movimento anti-imperialista e filopalestinese, con la classe operaia in testa, che sia in grado di esercitare pressione sui governi affinché rompano ogni relazione con lo Stato sionista e lo isolino completamente. Come abbiamo detto in occasione della scorsa flottiglia, manca che a tutta questa solidarietà si unisca la classe operaia.
Dobbiamo prepararci fin da ora a rispondere a qualsiasi possibile attacco alla nuova flotilla e organizzarci nei nostri sindacati, nelle assemblee di solidarietà, nei luoghi di lavoro e di studio per scendere in piazza, traducendo tutto ciò in azioni, blocchi e scioperi che costringano il governo a rompere le relazioni con Israele. Sul versante sindacale (…) serve un accordo unitario di tutto il sindacalismo che dia risposta dai luoghi di lavoro, chiarendo che, se colpiscono una, colpiscono tutti: ci rifiutiamo di essere parte della barbarie e, finché esisterà la solidarietà internazionale, la liberazione della Palestina e dei popoli oppressi del mondo continuerà ad essere possibile.
Pieno appoggio alla flotilla!
Il governo spagnolo deve rompere davvero ogni rapporto con lo Stato sionista!
Per la chiusura dell'ambasciata di Israele nello Stato spagnolo!
Scendiamo in piazza per sconfiggere Israele e Trump!























