Downburst a Cremona:
un effetto della sete di profitto

Nota del Pdac Cremona
Venerdì 28 agosto 2026 la nostra città è stata colpita da un nuovo disastro climatico (downburst), il secondo in due mesi. I danni sono enormi e incalcolabili. A pagare il prezzo più alto sono come sempre i lavoratori. Molti hanno perso la casa, l'auto o il lavoro. Al contrario, i pochi fondi pubblici stanziati finiranno soprattutto nelle mani dei padroni, i veri responsabili di questa situazione.
Quasi tutti ammettono che questi disastri non sono «naturali», ma nessuno ne indica i veri colpevoli. La colpa non è dell'«uomo» in generale. La causa è il capitalismo, un sistema che, in nome del profitto, non solo sfrutta e affama centinaia di milioni di persone, causa guerre e pandemia, ma da tempo distrugge anche l’ambiente naturale, portando l’umanità sull’orlo del baratro.
Ciò vale anche per la nostra città. I capitalisti locali, con il via libera delle giunte di centrosinistra, negli anni hanno circondato la città con impianti altamente inquinanti che hanno contribuito a far sì che eventi come quello del 28 si possano verificare.
Chi pensa che le esigenze del profitto e la tutela ambientale possano coesistere mente sapendo di mentire. Nessun controllo dell’inquinamento, nessuna mitigazione dell’impatto dell’uso degli idrocarburi, nessuna «economia verde» è possibile nel capitalismo.
Solo una società in cui i lavoratori controllino e gestiscano democraticamente i mezzi di produzione potrà evitare che eventi come quello di venerdì scorso si possano di nuovo verificare. Dell’ipocrita solidarietà di Mattarella e Meloni non sappiamo che farcene: solo il socialismo salverà il pianeta e il genere umano, evitandone la distruzione.
























