No ai licenzianti degli attivisti sindacali licenziati!
Licenziamo il capitalismo!

Comunicato di adesione alla manifestazione di Milano del 19 settembre
Da sempre i padroni e le amministrazioni borghesi cercano di intimidire e di mettere a tacere ogni forma di dissenso più o meno organizzata. In questo quadro si inseriscono i licenziamenti pretestuosi, che hanno lo scopo di eliminare la dissidenza e di dare un chiaro messaggio intimidatorio alle lavoratrici e ai lavoratori. Oggi la situazione non fa eccezione. I licenziamenti di Francesca Felice e Delio Fantasia, operai Stellantis; Simone Vivoli, lavoratore Tim; Margherita Napoletano, lavoratrice presso l’ospedale San Raffaele di Milano, sono solo gli ultimi ed eclatanti casi di una lista infinita: andando a ritroso, si pensi ai licenziamenti di Augustin Breda, operaio presso quella Electrolux che oggi vuole lasciare per strada 1.500 lavoratori, oppure a Dante de Angelis, Rls Ferroviere.
Tutti questi casi non sono isolati e nulla hanno a che vedere con le motivazioni disciplinari pretestuose addotte dai padroni. Si tratta palesemente di licenziamenti politici, di attacchi veri e propri di una classe sociale contro un’altra: quella dei padroni contro la nostra. Di fronte a un attacco di classe serve una risposta di classe, non possiamo stare a guardare, né accettare passivamente che le nostre avanguardie vengano attaccate senza colpo a ferire. Il corteo nazionale di sabato 19 settembre deve segnare l’inizio di un percorso di lotta all’insegna dell’unità di classe e del conflitto: ai licenziamenti politici dobbiamo rispondere con lo sciopero generale che metta in campo l’unità d’azione di tutti i sindacati (tutti!) sia di base sia confederali, annoverando nella piattaforma il tema della repressione nei luoghi di lavoro.
L’ultimo licenziamento che ha colpito la compagna Margherita (lavoratrice da 27 anni all’ospedale San Raffaele) è emblematico: Margherita ha denunciato i casi di mala dirigenza sanitaria, dove appalti, subappalti ed esternalizzazioni selvagge hanno avuto effetti devastanti sulla qualità del servizio sanitario, privando della formazione necessaria il personale sanitario che, nonostante le condizioni date, fa comunque il possibile per assicurare un’assistenza e cure dignitose. Un altro elemento comune a tutte le lotte sindacali nel comparto pubblico e di pubblica utilità è rivendicare e difendere gli interessi comuni dei lavoratori e dell’utenza: sanità pubblica e di eccellenza, trasporti sicuri ed efficienti, istruzione di qualità sono obiettivi che uniscono il proletariato. Per questo dobbiamo respingere la propaganda borghese che vuole scaricare le responsabilità nefaste del sistema pubblico sui lavoratori, con l’intenzione di contrapporli alla popolazione.
Come Partito di alternativa comunista esprimiamo totale e incondizionata solidarietà alle compagne e ai compagni licenziati e sosterremo ogni mobilitazione per chiedere l’immediato reintegro di tutte e tutti! Al contempo, sappiamo che fino a quando esisterà il capitalismo esisterà la repressione padronale; per questo riteniamo indispensabile la lotta politica di classe per fondare un sistema — per noi il socialismo — che rimetta il potere nelle mani di chi produce la ricchezza. In questo è impegnato il partito che vogliamo costruire.
Reintegro immediato per i compagni licenziati!
Non c’è futuro nel capitalismo:
costruiamo l’organizzazione che serve per abbatterlo!
























